martedì 30 giugno 2009

Rocciamelone 3538 m.

Stamattina, dopo essermi pigramente alzato, decido per una escursione: "Vado al Rocciamelone". Alle 11.30 lascio la macchina un paio di curve sotto la teleferica della Riposa e parto con un bel sole. In un' ora circa sono al Ca' d'Asti, con me è salita la nebbia e non mi abbandonerà più fino in cima. Quattro chiacchiere col rifugista per sapere le condizioni e riparto. Il tratto dopo la croce di ferro è innevato, bisogna deviare a sinistra per una barra rocciosa e con facile scalata portarsi sulla crestina da cui raggiungere il tratto con le corde fisse. L'ultimo tratto è un ripido sentiero ma sgombro da neve. Mi accoglie in cima la faccia seriosa di Vittorio Emanuele II. Uno squarcio, che si rivelerà essere l'unico, mi permette di vedere sul versante di Lanzo la gran quantità di neve che c'è ancora di là. Comincia a piovigginare e dopo una quarantina di minuti sono al rifugio, appena in tempo per salvarmi da un diluvio ma non sarà l'ultimo della giornata. Una mezz'oretta di sosta al Ca' d'Asti mi consente di mettere qualcosa sotto i denti. "Non piove più, riparto" dico troppo presto. Dopo un quarto d'ora riprende a piovere anzi inizia a grandinare, "meglio " mi dico" la grandine bagna meno della pioggia, e finchè i chicchi rimangono della dimensione di palline di naftalina, lo zaino in testa può bastare". Sono a circa 15 minuti dalla macchina quando davanti a me, esplode un lampo fragoroso con un grande bagliore, faccio rapidamente un conto, il lampo e il tuono sono stati praticamente contemporanei per cui la distanza è inferiore a 340 metri, non so se debbo preoccuparmi, penso che con tanti posti su cui cadere, proprio addosso a me? Ora la grandine è violentissima e si mischia all'acqua di un vero nubifragio, faccio di corsa gli ultimi metri che mi separano da una tettoia del rifugetto la Riposa (chiuso) e mi acquatto. Tutt'intorno a me saettano fulmini, passo il tempo a contare i secondi che intercorrono tra lampo e tuono, arrivo malapena a due. E' uno spettacolo che affascina peccato sia anche terrificante. Sulla cresta est, che scende dalla cima, vedo il percorso di un fulmine, nella valletta di fronte a me, lato Rocciamelone, due lampi contemporanei, molto vicini, si scaricano nell'aria, il più grande sembrerebbe essere lungo 3-400 metri, noto che non hanno ramificazioni, sono una lunga striscia bluastra zigzagante che si accende d'improvviso. Ricordo di aver letto che solo il 20% si scarica a terra e che possono raggiungere lunghezze di 5 km. In buona sostanza, sono chiaramente in mezzo alla nuvola temporalesca e aspetto che passi. Sembra sempre smettere ma poi riprende con più vigore, ma dopo una quarantina di minuti di bombardamento, vedo le nuvole nere spostarsi verso il lato opposto della val di Susa e mi butto di corsa fino alla mia gabbia di faraday marca ford Ka.

2 commenti:

vettenuvole ha detto...

Sacrilegio! Non devi salire queste montagne, non sei un pistafioca! Il cielo s'è accorto dell'oltraggio e ha scatenato la folgore!

gk-freeblogger ha detto...

Me tapino!E io che pensavo di fare una corsetta in quota, non ho valutato tutto il potere di Jupiter Pluvius e di Rock Melon, dio del monte. Sob!