"La tua Land Rover è una carretta, io faccio degli sterrati che tu manco te li immagini" "Eh...vorrei proprio vedere". Con questa salace discussione tra Volfango e Gianfranco si apre la giornata al luogo di ritrovo di Volpiano, un caffè al bar, brioscina e si parte per la valle d'aosta, obiettivo(?) il Monte Charvatton sopra Pontbozet, per fare Tommy(6a - A0 - 500 m.) La via parte subito bene, il secondo tiro è abbastanza tecnico e delicato per non parlare del terzo che è brutalmente strapiombante, e richiede un bell'azzeramento, per quel che mi riguarda. La roccia è molto caratteristica a grandi buchi, divertente ed estremamente solida. Saliamo sotto un bel cielo azzurro macchiato da grossi cumuli bianchi che si dimostreranno inoffensivi tranne un tuono di là dalla valle a metà giornata. Procedendo in cordata da tre si è necessariamente più lenti per cui giunti al boschetto pensile sulla parete, facciamo un briefing e decidiamo di scalare ancora un paio di tiri e di iniziare dunque le doppie. Le due lunghezze sopra gli alberelli, sono veramente pregevoli per eleganza di arrampicata e qualità di roccia; ce ne sarebbero ancora un paio ma visto che abbiamo deciso di non scendere a piedi per sentiero, buttiamo le doppie sapendo che in tre ci metteremo un po' di tempo. Le soste sono quasi sempre esigue, per cui abbondano pestoni sui piedi, manate qua e là, spintoni, sputi, rantoli, rutti, scorregge, lamentazioni, preghiere, il tutto in un crescendo sinfonico mozartiano! Ma no, esagero, le doppie filano veloci senza incastri. "Tira la verde, tira la blu" abbiamo le fiammanti corde nuove di Gianfranco. Alla base si fanno gli usuali commenti, via bella, chiodatura buona anche se ci sono i soliti che su Gulliver.it criticano per partito preso senza mai avere provato a piantare uno spit, senza sapere cosa vuol dire salire con zainate da 20 kg di materiale o ancora come si chioda dal basso e quanto tempo e fatica ci vogliano (sfogo di un apritore di vie, sorry). Il tempo è stato clemente anzi ottimo, non troppo caldo per una pregevole brezza che ha sempre soffiato senza disturbare, un bel sole, poche nuvole e soprattutto niente acqua di tempesta! Magari ci torniamo per fare Caterpillar, quella di fianco, decisamente più dura, però.mercoledì 8 luglio 2009
Monte Charvatton - Tommy
"La tua Land Rover è una carretta, io faccio degli sterrati che tu manco te li immagini" "Eh...vorrei proprio vedere". Con questa salace discussione tra Volfango e Gianfranco si apre la giornata al luogo di ritrovo di Volpiano, un caffè al bar, brioscina e si parte per la valle d'aosta, obiettivo(?) il Monte Charvatton sopra Pontbozet, per fare Tommy(6a - A0 - 500 m.) La via parte subito bene, il secondo tiro è abbastanza tecnico e delicato per non parlare del terzo che è brutalmente strapiombante, e richiede un bell'azzeramento, per quel che mi riguarda. La roccia è molto caratteristica a grandi buchi, divertente ed estremamente solida. Saliamo sotto un bel cielo azzurro macchiato da grossi cumuli bianchi che si dimostreranno inoffensivi tranne un tuono di là dalla valle a metà giornata. Procedendo in cordata da tre si è necessariamente più lenti per cui giunti al boschetto pensile sulla parete, facciamo un briefing e decidiamo di scalare ancora un paio di tiri e di iniziare dunque le doppie. Le due lunghezze sopra gli alberelli, sono veramente pregevoli per eleganza di arrampicata e qualità di roccia; ce ne sarebbero ancora un paio ma visto che abbiamo deciso di non scendere a piedi per sentiero, buttiamo le doppie sapendo che in tre ci metteremo un po' di tempo. Le soste sono quasi sempre esigue, per cui abbondano pestoni sui piedi, manate qua e là, spintoni, sputi, rantoli, rutti, scorregge, lamentazioni, preghiere, il tutto in un crescendo sinfonico mozartiano! Ma no, esagero, le doppie filano veloci senza incastri. "Tira la verde, tira la blu" abbiamo le fiammanti corde nuove di Gianfranco. Alla base si fanno gli usuali commenti, via bella, chiodatura buona anche se ci sono i soliti che su Gulliver.it criticano per partito preso senza mai avere provato a piantare uno spit, senza sapere cosa vuol dire salire con zainate da 20 kg di materiale o ancora come si chioda dal basso e quanto tempo e fatica ci vogliano (sfogo di un apritore di vie, sorry). Il tempo è stato clemente anzi ottimo, non troppo caldo per una pregevole brezza che ha sempre soffiato senza disturbare, un bel sole, poche nuvole e soprattutto niente acqua di tempesta! Magari ci torniamo per fare Caterpillar, quella di fianco, decisamente più dura, però.
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