venerdì 3 luglio 2009

Nid des Hirondelles

La Valgrisanche è lì tutta verde ed alberata e questa parete del Nido delle Rondini da lontano pare abbastanza putrida e da vicino pure. Alla base la roccia sembra avere una consistenza un po' strana, diciamo pure un po'...marcia ed erbosa. Con questi presupposti attacco il tiro number one di Calimero, i primi metri sono una schifezza ma poi miracolosamente la roccia muta e diventa ben scalabile e pure elegante. Nella seconda lunghezza cambia la musica, un bellissimo e rude diedro di 6a tutto da scalare in spaccata e dulfer per una trentina di metri, entusiasmante. Ma "ecco riaffacciarsi il putrido" penso guardando il camino che mi sovrasta, "io li odio i camini, mi ci stropiccio i pantaloni". In ogni caso mi infilo e dopo le lamentele di rito arrivo alla sosta, con i pantaloni stropicciati. Sopra, parte un lamone da dulferare senza indugio per poi attraversare in piena esposizione alla sosta, tiro molto molto bello. Da sotto mi giungono i commenti di Gianf e Volf (non sono due elfi, sono amici miei), si divertono e come si suol dire "sudano ma godono". La parte alta della via è composta da tre bei muri verticali di roccia molto lavorata a "les memoires de l'eau", toccano a Volf che si batte come un vecchio guerriero teutone, davanti a me Gianf sale tra un rantolo, uno sgasamento e un "macheccàz" (non è un cognome valdostano). Ci perdiamo poi in un fatato bosco (non Gianf, riferimento un po' criptico per chi non conosce) alla ricerca del sentiero di discesa. "Maronna! Visione!" passiamo sotto dei grandi strapiombi dove hanno chiodato monotiri da allucinazione tanto che solo a guardarli quasi mi cappotto."Ma quanto si tengono?" mi domando. Non può mancare un birrozzo con panino di fontina, chissà poi se è quella vera.

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