domenica 8 novembre 2009

La cometa di Halley V - il muro bianco superiore


Uno sconosciuto scalatore impegnato su "il mago di Oz" (linea blu). A sinistra (linea gialla) il sesto tiro di "cometa di Halley" sul muro bianco, ancora da richiodare. Avranno la sosta in comune in alto. Panorama ed aria sotto i piedi garantiti! Intanto oggi riposo forzato dovuto a volontà metereologiche contrarie. Continua...

La cometa di Halley IV - il vestito nuovo

Adesso la via inizia a prendere un nuovo aspetto, nuovi vestiti e un cambio di pettinatura, direi più sbarazzina. Occore ancora però lavorare sul maquillage, fondo tinta e trucchi vari. La parte bassa ha subito il restyling con la sostituzione di fix e placchette con un lieve spostamento di 3 -4 spit a sinistra per evitare una zona sempre sporca e percorrendo peraltro un bello speroncino affilato. Il posizionamento delle vecchie soste è stato modificato, permettendo così una scalata più fluida. Sopra la cengia dove arriva questa parte, si erge una bellissima lama, purtroppo ora decisamente sporca, sopra ancora si giunge allo scivolo roccioso che prelude al sesto tiro sul muro bianco. Queste due lunghezze restano da fare completamente (spit, pulitura ecc...). Continua...

venerdì 30 ottobre 2009

La cometa di Halley III - la preistoria

Questo materiale obsoleto e fatto in casa l'ho tolto dalla via.
Erano gli anni '80, quando si andava a comprare una barra di ferro a L, si faceva tagliare da qualche amico in officina la placchetta e la si smussava a mano dopo averla segata obliqua, era un gran lavorare. Il risultato lo potete vedere, le placchette erano comunque robuste anche se infilare il moschettone a volte poteva essere non facile, non parliamo se lo si doveva beccare un po' al volo... Queste hanno già un lussuoso buco da 10 mm per la brugola, si usavano da 8 e anche da 7.
'The times they are changed', continua...

giovedì 22 ottobre 2009

La cometa di Halley II - il sopralluogo

Dopo essermi calato sulla via ed aver provato la scalata nella parte bassa, debbo dire che il giudizio è positivo, non ricordavo bene avendola salita parecchi anni fa.
Si evince quindi che la decisione di richiodarla è ben presa e non se ne abbia a male l'apritore (l'amico Gianni) se non attendo anche il suo intervento, egli è sicuramente molto impegnato a spendere la sua pensione in scalate e nella cura di altri settori rocciosi. Poichè io e Giulio ci siamo fatti carico, con enorme piacere, delle scalate a Lities, procedo quando il tempo libero (oltre al tempo metereologico) me lo concede, trapano e fix, placchette e shunt, martello e spazzola saranno gli utensili adatti. Spazzola certo, poichè la riattrezzatura di un itinerario non può prescindere dalla ripulitura delle aree che negli anni si sono sporcate col muschio, terriccio, arbusti. Continua...

sabato 17 ottobre 2009

La cometa di Halley

Nel febbraio del 1986 vi fu il ritorno ciclico della cometa e questo certo influenzò Gianni RBT e soci che all'apertura di una nuova via a Lities, parete sud della Rocca, vollero darle quel nome. Dopo quell'anno, la via fu ripresa nell'attrezzatura usando materiale per lo più artigianale che oggi risulta decisamente obsoleto; mi è sembrato quindi logico non attendere un ulteriore passaggio della cometa, che avviene ogni 77-79 anni, e dare il via ai 'lavori di ammodernamento'. Continua...

lunedì 5 ottobre 2009

Sputatemi addosso (ma non troppo)

In questa immagine, che è stata scattata da Marco, è riprodotto lo sforzo 'disumano' per arrivare a prendere una fessura orizzontale che tutte le volte mi fa pensare che se fossi 5 cm. più alto faticherei 20 volte in meno, dovrei allungare 3 volte di meno la mia stanca cuffia dei rotatori e sentirei male almeno 10 volte in meno. Dati questi numeri e detto che passando un po' a sinistra la cosa si facilita, generalmente io preferisco salire dritto, mi piace di più, masochismo, chissà. Passiamo a raccontare di una giornata plumbea per il tempo ma serena per la compagnia (a lungo andare ci si fa l'abitudine).
Come da alcuni anni a questa parte, l'autunno mi porta a Lities.
Lities coi suoi colori, i suoi odori (non solo di capra), i suoi rumori (non solo del trattore di Mauro). Si scala tranquilli, direi riposati. Alle soste mi godo il panorama a braccia conserte mentre Gianfranco assicura Marco, spezzo qualche ramo che è cresciuto nelle vicinanze, strappo qualche ciuffetto d'erba nelle fessurine, insomma una giornata
'bucolica', direi più 'georgica' dato il lavoro di giardinaggio. Fa freddino ed alla sosta sotto la dulfer decido di passare a condurre per scaldarmi un po'. Dopo il passaggio 'del gatto' dalla sosta aerea che mi ospita, mi godo l'incastro di zaino di GFB e tra le risate rieccheggia nella valle " nooo le ginocchia no!" L'ultimo tiro è forse quello che apprezzo di più, per la roccia e lo stile di salita, passaggini su tacche, gioco di piedi e dita salde. Non si va oltre il 5b - 5c ma la lunghezza è, a parer mio, molto bella.
Alla macchina ci attende il richiamo di Mauro, che ci invita a dargli una mano per scaricare un camionata di reti elettrosaldate adatte a recintare alcuni suoi pascoli (no, non per sè, per capre ed asinelle). Impegni cittadini ci attendono, si scende subito.Dopo una bella doccia ho una gran fame, sarà risotto o minestrone?

giovedì 1 ottobre 2009

NO NUKES!!!!!

Il nucleare copre poco più del 2 per cento dei consumi globali di energia nel mondo, meno dell’idroelettrico. Raddoppiare la potenza nucleare oggi installata, oltre a aumentare i rischi di incidenti, le scorie e i rischi di proliferazione di armi nucleari, avrebbe un effetto molto limitato sulle emissioni globali, dell’ordine del 5%. E implicherebbe l’apertura di un nuovo reattore ogni due settimane da oggi al 2030.A circa 60 anni dalla nascita della tecnologia nucleare civile non esiste una tecnologia nucleare intrinsecamente sicura, la gestione a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun paese e non c’è una tecnologia che non possa essere utilizzata anche per produrre materiali per le bombe atomiche. E, infine, le riserve di Uranio estraibili a costi calcolabili, ai livelli attuali di consumo ce ne sono per 70-80 anni.Nemmeno dal punto di vista economico il nucleare ha funzionato: i costi di generazione elettrica da nuovi impianti nucleari sono superiori a quelli delle altre fonti convenzionali e dell’eolico. E, proprio per i rischi anche finanziari di questa tecnologia, l’industria nucleare nei mercati liberalizzati è in crisi e cerca fondi pubblici, sia come incentivi che come fondi a tasso agevolato, come la presidenza Bush aveva introdotto negli USA.E’ una tecnologia in declino e la proposta del governo italiano di ritornare al nucleare è un non senso economico e industriale, che serve solo a piccole ma potenti lobby.Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e combattere il riscaldamento globale bisogna puntare sulle alternative più sicure ed efficaci: fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Investire sul nucleare invece introduce altri rischi e assorbe molte risorse che vanno invece utilizzate per le fonti davvero pulite.